lorenza67:

lorenza67:

La copertina del nostro libro, tanti pensieri , tanto impegno mio e di Alessandra, una solida amicizia nata sulla rete…

Anima e Cuore – Trasparenze di Noi

ogni tanto va rebloggato…. in attesa del secondo

Annunci

Delusioni


La delusione… sapete cosa significa? È quando ti aspetti che una determinata cosa accada o che una persona faccia o dica qualcosa, e quando questo non accade ti senti come se ti avessero preso a calci nella pancia…

Come ci si difende dalle delusioni? Non aspettandosi più nulla dalle persone a cui tieni e che credevi tenessero a te, a loro non interessa nulla in realtà di come stai e di come ti senti, quindi impara a non aspettarti nulla perché nulla avrai, dimenticati di tutti perché intanto tu non sei nei loro pensieri e non sperare di ritornarci, crederlo ti fa solo stare peggio

Così almeno non sarai sempre delusa, tanto non importa a nessuno, impara a non farlo importare neanche a te 

50 anni


Ho sempre scritto qualcosa per il mio compleanno, una riflessione, un commento o una storia, ma quest’anno non me la sono sentita.

Dopo la batosta di essere rimasta senza lavoro e aver dovuto cercare per ben 13 mesi un’altra occupazione, mi sono trovata a dubitare della mia stessa esistenza… Non so, mi ritrovo a 50 anni a dover ricominciare a girare come una trottola, non che non mi piaccia il lavoro, solo che adesso arrivo a casa la sera e mi sento davvero stanca e la voglia di fare altro diminuisce sempre…

Sono ancora sola con la mia gatta, ma ci sto facendo l’abitudine, come dice il Liga: M’abituerò a voltarmi e a non trovarti, e no, non rimorchio alla grande, come mi sta chiedendo un mio keyboard-friend, non ne ho il tempo ma sopratutto non ne ho la voglia.

Me ne sto così, a 50anni come le foglie su un ramo…

Lorenza

Tredicesima Luna


Questo mese avremo l’Esbat di luna blu, la tredicesima Luna.

Vi ripropongo la filastrocca delle tredici lune che io ho sempre adorato…..

Piccola filastrocca delle 13 Lune )O(

A Gennaio la luna sorge per i Lupi

Il ghiaccio di Febbraio promette tempi cupi

A Marzo con il vento la luna è ancora Bianca

E la Lepre ad Aprile di saltare non si stanca

Le Coppie di Maggio stanno ad amoreggiare

E a Giugno il Miele trabocca dall’alveare

Nei campi le Erbe a Luglio raccogliamo

Le Granaglie di Agosto allegri falciamo

Con Bacco a Settembre il Vino non langue

La luna di Ottobre si tinge di Sangue 

A Novembre la nebbia dal bosco proviene

E la luna di Quercia a Dicembre sovviene

Se in un mese due volte la luna appare, è detta la Blu e tredici Esbat puoi contare. 

Benedizioni )O(

Silenzi


Silenzi
Silenzi colpevoli
Silenzi orgogliosi
Silenzi disperati
Silenzi che urlano con più forza di un uragano
Silenzi di lacrime che rigano le guance
Silenzi che non credevi possibili
Silenzi che non vuoi più sentire
Silenzi che ti uccidono dentro, ti divorano, ti svuotano 
Silenzi di chi non ti desidera più o forse non l’ha mai fatto
Silenzi che sono l’illusione che va in pezzi
Silenzi a cui non puoi neanche dire “addio”

Silenzio, come quello del mio cuore…

Tracce nella neve


Muoversi è una fatica, mi sento pesante, chiusa nel guscio della mia nostalgia, nelle parole non dette, nei pensieri nascosti, nei baci non dati.

Le mani bruciano al ricordo del calore della tua pelle, bruciano nel freddo dell’aria delle sensazioni che non proveranno più, mani fatte per carezzare il tuo viso, per cogliere ogni brivido.

I miei occhi stanchi non vedono più che ombre, ombre di ciò che una volta eravamo e di ciò che avremmo potuto essere insieme io e te. Occhi che piangono lacrime gelate che scendendo lasciano scie ghiacciate sul mio viso.

Voltarsi indietro e accorgersi che la mia vita è fatta solo di tracce nella neve

Come ci siamo conosciute


Non ricordo come ci siamo conosciute.
Sarà stato uno di quei primi giorni di un autunno
confuso ancora con l’estate.
Immagino che ci saremo almeno strette la mano,
circondate dalla confusione, dalla gente…
Non ricordo come eri vestita, avrai avuto
un maglione leggero, pantaloni blu…

Non ricordo come erano i tuoi capelli,
se raccolti o sciolti sulle spalle…
Non ricordo quali parole ci siamo scambiate,
suppongo le solite che si usano per presentarsi,
banali, quasi obbligate…
Dettagli che la ragione accantona, lascia svanire,
così, in un soffio.

Ma il cuore batte su altre frequenze,
sente in un altro modo,
percepisce,
va oltre una semplice stretta di mano,
una parola, uno sguardo.
Fa presagire e intuire, sussurra emozioni.
E memorizza l’essenziale.

Ricordo come ci siamo conosciute.
Lunedì di un settembre ancora caldo,
uno di quei primi giorni d’autunno con il cielo
che sembra svanire in un bianco lattiginoso
e le foglie che già si lasciano calpestare…
L’aria tiepida,
una carezza calda che ricorda l’estate appena sfumata.
Il cortile della scuola, il solito vociare sommesso,
i bambini che corrono.

Ricordo una stretta di mano decisa
e uno schietto scambio di sguardi.
Ricordo come eri vestita,
una polo azzurra, jeans, occhiali da sole.
Ricordo i tuoi capelli, per una volta sciolti sulle spalle.
Ricordo la tua risata bella, pulita,
i tuoi occhi scuri carichi di luce,
la tua immediata simpatia,
la tua innata dolcezza.

#SCRIVOPERIMMAGINI


Ritiro in fretta il bucato steso sul balcone, tra poco pioverà, l’aria sa già di terra bagnata. Ogni volta rimango incantata dalla distesa dei tetti delle case, dal Grattacielo, dalla torre del Carlo Felice… Genova da quassù, da questo piccolo terrazzino, è una distesa di tetti.

Immagino i caruggi brulicanti di gente, i ragazzi che si fanno i selfie dalla fontana in piazza De Ferrari, i gruppi di turisti al Porto Antico, gli scalini di San Lorenzo presi d’assalto dalle gite scolastiche. E scorgo la piccola porzione di mare che vedo da qui farsi via via più scura, rispecchiando la tonalità livida delle nuvole.

Le due del pomeriggio, ma dalla finestra entra poca luce. Il cielo sa di temporale. Vuole sfogarsi, l’aria è già troppo calda per essere appena il dieci di aprile.

Insonnolita da questo buio fuori tempo vado in cucina, ho voglia di un caffè. Come sempre passo davanti allo specchio finto antico del corridoio, come sempre mi guardo di sfuggita … Poi in modo più insistente, in quella mezza luce del primo pomeriggio che sa più di anticipato crepuscolo…

Mi ci fermo davanti, non so perchè, indugio di fronte al mio volto riflesso.

Passo veloce una mano tra i miei capelli che sono sempre in disordine, mi guardo ancora. Sì lo so alcuni sono diventati grigi. No, non li voglio tingere. Li voglio così, testimoni di vita. Invecchiati insieme a me, alle mie sensazioni, a quello che è stato. Con una mano mi sfioro la fronte, i segni lasciati dai miei pensieri, da quello che è stato, da quello che è sfumato. Poi scendo fino agli occhi… Sì sono io… quelle occhiaie sempre un po’ grigie…

Senza quasi accorgermi mi sfioro con la mano sinistra la pelle delle guance, poi passo al contorno della bocca, fino al mento… Sì sono io… con le rughe che increspano il sorriso, rimasto quello di sempre.

Sono io con quei miei occhi scuri sempre curiosi, avidi di immagini di vita, pronti a osservare il mondo attraverso il display della mia fotocamera digitale, attenti a scattare fotografie, mille diecimila centomila scatti, mille diecimila centomila emozioni attimi pensieri. Scritti con un clic, letti con gli occhi dell’anima.

Dimentico il caffè, il cielo viola si incupisce. Vado di là, accendo la piccola abat-jour sul mio comodino, apro l’armadio, cerco la scatola delle fotografie di quando…