Avendo notato in un certo qual modo che tutto quello che mi sfiorava mi feriva decisi che era tempo di fermare tutto. Guardai l’orologio erano le due meno venti del mattino, instancabili le lancette segnavano i secondi,volte nel loro misero compito di essere perfettamente regolari. Allora pensai,noi tutti siamo orologi, non finiamo mai di ticchettare, chi più chi meno, noi come essi eravamo destinati a scandire e ad avere impresse sul corpo i segni che il tempo lasciava sui nostri corpi. Pensai anche al carpe diem di du bellay o di Ronsard che con le loro opere volevano farci capire che non avremmo mai e dico mai dovuto lasciare che il tempo scorresse su di noi inesorabile senza far qualcosa per rimediare. Pensai che come orologi avremmo dovuto scandire il tempo, ma come esseri umani avremmo dovuto far di tutto per far si che questo vada perduto.

Continuazione racconto, grab, che ve ne pare? (via m-y-so-ul-is-de-ad)
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