Saffo


Incustoditis et apertis, Lesbia, semper liminibus peccas nec tua furta tegis, et plus spectator quam te delectat adulter nec sunt grata tibi gaudia si qua latent.
At meretrix abigit testem ueloque seraque raraque Submemmi fornice rima patet.
A Chione saltem vel ab Iade disce pudorem:
abscondunt spurcas et monumenta lupas.
Numquid dura tibi nimium censura uidetur?
deprendi veto te, Lesbia, non futui.

Valerio Marziale 1:34

(I tuoi peccati li fai sempre con il portone spalancato, Lesbia, senza nascondere le tue imprese vergognose; uno spettatore ti dà più piacere di un innamorato, e non godi felice se, quando godi, nessuno ti vede. Ma le puttane non amano i testimoni, mettono la sbarra alla porta, non si vede nelle case del Summemmio nemmeno una fessura. Impara il pudore da Giada e Chione: anche le troie di basso conio si nascondono tra le tombe. Credi che il mio biasimo sia eccessivo? Non ti vieto, Lesbia, si scopare: ti proibisco di farti osservare)

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