Padrona


Padrona

Sono le dieci di sera, maledizione, il treno é ancora in ritardo, ormai é piú di un’ora che la sto aspettando alla stazione e sta anche cominciando a piovere forte, qua a Genova quando ci si mette il tempo fa veramente schifo!
Ecco ci mancava solo il temporale, pioggia, vento, tuoni e fulmini, proprio una bella seratina e pensare che quando mi ha detto “Vengo a Genova a trovarti”, mi é sembrato di impazzire, finalmente avrei conosciuto la donna che da mesi mi sta facendo morire su internet tra mail e foto….avevo pensato a tutto, una bella seratina insieme, ristorante, un giro per il centro e poi in albergo da lei, io e lei sole, dal vivo finalmente, e invece…. questo treno in ritardo e la pioggia appena arrivata in stazione….
Eccolo, finalmente, lo hanno annunciato, l’intercity da Milano é in arrivo al binario 20
Mi precipito al binario, sto tremando come una scolaretta al primo incontro con la sua ragazza… che scema sono eppure non sono piú una ragazzina, saró alla sua altezza, saró abbastanza bella e desiderabile per lei? E lei, sará bella come nelle foto che ci siamo scambiate?
Eccola é lei, non posso sbagliare, Luisa sta scendendo dal treno, vestita di nero, come mi aveva detto, un mini abito nero, sandali neri con il tacco alto e la borsa nera… é bellissima…
Mi ha visto, che ansia, anche io sono riconoscibile, sono vestita come mi ha detto lei, pantaloncini bianchi, maglietta bianca e le mie scarpine bianche, chissá perché mi ha voluta tutta in bianco….
Viene verso di me, mi ha detto di stare ferma ad aspettarla e di non andarle incontro e io ubbidisco e sto ferma sulle scale del sottopasso.
“Ciao, eccoti qui finalmente, si, sei proprio come nelle foto, un angioletto biondo cenere”, veramente io tanto angelica non mi sento, ma se a lei piace chiamarmi cosí, allora va bene anche a me.
“Ciao Luisa, mi spiace che il tempo sia brutto, eppure oggi era una bellissima giornata”
“Non preoccuparti, va benissimo il tempo, a me piace quando piove, é tutto piú… intimo”
“Allora, dove andiamo?” – mi chiedi dove andiamo….? io andrei subito in albergo e mi getterei ai tuoi piedi, ma l’educazione vuole altro..-
“Avevo prenotato in un ristorante, ma é tardi, se vuoi posso disdire”
“No no, andiamo, ho una certa fame” – anche io ma di te! –
Ho la macchina parcheggiata fuori, le prendo la borsa e mi dirigo verso il piccolo parcheggio esterno, lei mi cammina a fianco e io non riesco a smettere di guardarla, ha delle gambe lunghe e bellissime e i tacchi la slanciano e le alzano i glutei che sono sodi e ben disegnati, il mini abito é molto aderente e lascia poco spazio alla fantasia, un bel fisico, ne troppo magra ne grassa, un seno alto e ben proporzionato, i capelli neri e di media lunghezza che incorniciano il suo volto, non riesco a toglierle gli occhi di dosso!
“Allora, la smetti di spogliarmi con gli occhi!” e mi da uno sculaccione…”AHI! Lo sai che sei piú bella che nelle foto Lu!” “Anche tu sei piú bella dal vivo che in foto, e molto piú alta di quello che pensavo, ho fatto bene a dirti di non mettere i tacchi” e si, con i tacchi sarei piú alta di lei…
Saliamo in macchina, sotto la pioggia, tempo di arrivare e la mia maglietta é completamente bagnata e trasparente e, come ordinato, non porto reggiseno, quindi sono praticamente nuda adesso
“Adesso capisci perché ti ho voluta vestita di bianco, mi piace vedere il tuo seno bagnato e i capezzoli che spingono sul tessuto!”
Ma come faceva a sapere che avrebbe piovuto???
La guardo, il suo mini abito é risalito lungo le cosce salendo in macchina e mi lascia intravedere che non porta biancheria…
“Ti piace quello che vedi?” mi chiede all’improvviso, si che mi piace e molto anche, mi sto giá immaginando con la testa li in mezzo…
“Allora disdici il ristorante e accompagnami in albergo, dai, veloce!”
Non mi sembra vero, una telefonata rapida, per fortuna conosco il proprietario e riesco a cavarmela bene anche grazie al ritardo del treno…
L’albergo é un B&B nei vicoli del centro, molto elegante, ricavato in un palazzo storico della vecchia Genova, in realtá ci sono giá stata quando ho avuto un problema in casa e lo conosco, arriviamo in un attimo, ma il parcheggio é lontano e io mi devo sorbire un altra dose di acqua sui vestiti bianchi, ormai anche i pantaloncini sono semitrasparenti e lasciano vedere le mutandine, il suo miniabito nero invece sembra perfettamente asciutto… non capisco…sembra quasi che l’acqua non la bagni se non fosse per i capelli, che invece sono fradici, penserei a quanche magia….
La camera é come la ricordavo, accogliente, elegante e con l’accesso diretto alla terrazza del palazzo dove la piccola piscina amplifica il rumore della pioggia che cade incessante.
Luisa va ad asciugarsi i capelli nel grande bagno ma io non posso, devo stare ad aspettarla li, bagnata e seminuda, “togliti le scarpe” é l’unica cosa che mi dice dal bagno.
Io eseguo e aspetto, aspetto di vederla, di toccarla, di baciarla, ne ho una voglia pazza, non é solo l’acqua che mi sta bagnando ora, mi sento piacevolmente umida in mezzo alle gambe, umida e calda per lei e basta.
Finalmente esce dal bagno, i capelli asciutti e il mini abito sempre al suo posto, mi porta in camera, io ho un poco freddo e i miei capezzoli sono tanto duri da farmi male, ma non solo per il freddo, si sdraia sul letto e il vestito risale nuovamente le cosce laciandomi in piena vista il suo pube coperto di pelo nero come i suoi capelli, lei mi guarda e poi si alza ancora di piú il vestito facendolo salire oltre i glutei, poi lo slaccia dietro il collo e lo tira giú liberando i seni, grandi rispetto ai miei, con dei capezzoli grossi al centro di un’aureola brunita e grinzosa, anche lei é eccitata, mi dice di sfilarmi i pantaloncini ma di tenere tutto il resto e poi di andare sul letto.
Mi sdraio e improvvisamente va via la luce, la camera piomba in un buio irreale, l’unica luce proviene da un faretto d’emergenza all’esterno e colora tutto di una strana luce azzurra smorzata dalle leggere tende bianche, il rumore della pioggia é sempre piú forte, i tuoni scuotono il centro di Genova e i lampi illuminano come luci stroboscopiche la stanza.
Ad ogni lampo ho la visione di lei che si muove, si alza in piedi sul letto, si spoglia completamente, si avvicina a me, si inginocchia sulla mia pancia, mi solleva la maglietta e mi stringe i seni, poi prende i capezzoli tra due dita e li schiaccia, un dolore forte subito sostituito da una fitta di piacere, una sensazione che parte dai seni e va dritta verso il basso ventre per esplodermi dentro, cosa mi sta succedendo?
Alla luce dei lampi la vedo alzare un braccio e sento uno schiaffo arrivarmi dritto sul seno! AHIA, male, male e piacere, tanto! Sento la scossa farsi piú potente nel mio ventre, “Ancora” mi sento urlare, e un altro schiaffo arriva sull’altro seno, alla luce di un lampo vedo i suoi seni danzare mentre un altro ceffone si abbatte sui miei, mi sento bagnata da impazzire dentro, comincio ad agitarmi sotto di lei, lei si piega in avanti e mi sfiora le labbra con le sue, la sua lingua si insinua nella mia bocca e comincia ad avvolgersi alla mia.
Si sdraia sopra di me e sento il calore del suo corpo nudo scaldare il mio bagnato, i seni doloranti si schiacciano contro i suoi e sento i suoi capezzoli durissimi contro la mia pelle.
Interrompe il bacio e comincia a scendere con la lingua lungo il mio collo, io peigo la testa all’indietro per farmi leccare la gola, mi sfila la maglietta e scende con la lingua in mezzo ai seni per poi risalire verso un capezzolo, mi morde forte e io sobbalzo per il dolore e il piacere, continua a scivolare lungo il mio corpo fino ad arrivare con la bocca all’ombelico, lo circonda con la lingua e poi la infila dentro, sento il piacere montare dentro me, se mi tocca adesso so giá che verró come una matta, e lei continua a scendere con quella sua lingua verso il centro del mio piacere, arriva alle mutandine e si ferma, la sua testa in mezzo alle mie cosce che ho aperto al massimo per farle posto, mi guarda, alla luce di un lampo la vedo sorridermi e poi affonda la testa.
É un attimo, sento la sua lingua sul tessuto delle mie mutandine ricamate sento il caldo del suo alito sul mio fiore e una sua mano che scosta il tessuto bagnato di pioggia e di me, un colpettino in mezzo e io impazzisco, mi inarco e urlo il suo nome
LUISA!!!
Sto venendo, come non sono mai venuta con una donna cosí in fretta, l’orgasmo mi squassa il corpo e spingo il bacino contro il suo viso e la sua lingua si infila dentro me, ho un secondo orgasmo istantaneo appena la sento dentro e urlo ancora il suo nome, alla luce dei lampi vedo il suo corpo rannicchiato in mezzo alle mie gambe, chiudo gli occhi e un tuono scuote me e la camera….

La camera, la camera…. ma sono in stazione!!!!! Il treno non é ancora arrivato, ma, ma allora…. mi sono sognata tutto!
Piove e sono bagnata, non di pioggia, proprio tutto non mi sono sognata allora, i seni mi fanno male, ma cosa é successo?
Annunciano il treno, malferma sulle gambe mi avvio al binario, mi ha detto di non andarle incontro ma di aspettarla e io cosí faró.

io – Lorenza

Alla padrona… ihihihihihihih

(via lorenza67)

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