Incontri in alta quota


Questa è la prima parte di un racconto molto autobiografico, avevo cominciato a scriverlo tempo fa su wattpad ma per varie ragioni non l’ho mai finito. Lo ripropongo qua a pezzi e spero di riuscire a trovare la forza di finirlo… Siamo nell’estate del 1998 e Lorenza ha 31 anni….

Tre settimane di ferie, tre settimane!
Sospirate, agognate, desiderate ferie, ho bisogno di riposare, di rilassarmi e di cambiare aria per un po’ …
Gli ultimi due mesi sono stati pesanti per me, il lavoro impegnativo e la rottura con la mia fidanzata storica, ci siamo mollate e riprese un sacco di volte ma questa volta mi sa che è definitiva, ci siamo sputate addosso tanto di quel veleno che non credo, e non voglio, sia possibile ricucire lo strappo.

Così ho accettato l’idea del mio gruppo di pazzi alpinisti, ho caricato tutto il materiale e l’attrezzatura da montagna sulla mia Panda e sono partita, destinazione Chamonix!
Il programma è semplice, una settimana di allenamento in basso e poi si mira alla Aiguille Verte, gruppo del Bianco, attraverso il Canale Whymper .

All’albergo Les Lanchers ho incontrato i miei compagni, Angela, la mia compagna di corda, e poi Paolo con sua moglie Martina e Matteo con la sua fidanzata Noemi, ci conosciamo già da un po’ di tempo e abbiamo già scalato insieme qualche volta, so di potermi fidare di ciascuno di loro ad occhi chiusi.

La prima settimana passa in fretta tra arrampicate e passeggiate in quota per abituarsi, riprendere un po’ di confidenza con la montagna e con i materiali e sopratutto studiando itinerari e consultando le previsioni meteo per capire quando lanciarci in quota.
“Ragazzi, danno tre/quattro giorni di bel tempo stabile a partire da martedì, andiamo?”
“Ovvio che si! Chiamiamo il rifugio subito e prenotiamo, per sicurezza direi tre notti, così se dovesse ingannarci il tempo, possiamo riprovare”

Decisione presa, domani si parte, si sale in quota, finalmente torno alle mie montagne, in quei posti che tanto amo e che da sempre mi permettono di trovare quella pace interiore di cui davvero sento il bisogno, rilassarmi, concentrarmi su di me e sulla montagna e dimenticare, o cercare di farlo, dimenticare lei e tutto il rancore con cui ci siamo lasciate.

La salita è lunga e abbiamo una discreta quantità di materiale sulle spalle ma siamo tutti ben allenati e riusciamo ad arrivare al rifugio stando nei tempi che vengono dati nelle guide, grazie anche al trenino di Montenvers che ci risparmia un bel po di di strada!.
Il rifugio del Couvercle è accogliente e troviamo più gente di quella che pensavamo ma non c’è confusione anzi l’ambiente è molto stimolante e cordiale, tanti alpinisti e anche alcuni gitanti che si attardano al rifugio e poi…. Poi c’è lei….

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6 pensieri riguardo “Incontri in alta quota

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