Notte Buia parte 3


“Ciao, senti avrei bisogno di parlarti di una cosa urgente, cioé non so se é urgente peró per me é importante, quando vieni a casa?” Ecco l’ho detto, ci sono riuscita, solo perché ho trovato la segreteria telefonica non so se sarei riuscita a dirlo sentendo la sua voce al telefono.

Sono passati ormai piú di tre mesi da quella notte dell’alluvione ed é piú di due mesi che viviamo insieme, per me é stato normale lasciare il mio appartamento in affitto in centro per trasferirmi nella sua villettina sulle alture e anche se ogni mattina devo farmi quasi un ora tra autobus e treno per andare in ufficio, non tornerei indietro per nessun motivo, qui é tutto piú tranquillo, meno frenetico, un vero ritiro, si, é cosí che mi immaginavo la mia vita con una donna, io, lei e i nostri gatti… con una donna… bhe si, é vero Antonella proprio donna donna… non é ma é donna dentro, é come me, e questo mi basta per amarla alla follia e basta a lei per amare me.
Da quando viviamo insieme poi non frequenta piú il giro dei trans, dice che il mio amore l’ha trasformata che il nostro amore é abbastanza e non cerca piú un altro modo di essere se stessa.

“Ciao, ho finito il turno adesso, dammi il tempo di tornare, 15 minuti e sono a casa, e poi sai che se una cosa é importante per te, allora la é anche per me!”
“Che velocitá, dai ti aspetto, vieni presto” Ora non posso tornare indietro, devo dirglielo, non posso piú aspettare.

Eccola, ho sentito la macchina arrivare nel garage, la aspetto in sala, un bel respiro, ho preparato questo discorso mille volte ma ho paura che non riusciró a spiccicare una parola, quando mi guarda con quegli occhi, io mi sento sciogliere…
“Eccomi, sono arrivata, piú in fretta che ho potuto, di cosa volevi parlarmi?”
“Ecco, sai… é che a volte… a volte gli errori capitano…” Antonella sbianca in volto e si siede
“Come gli “errori”! che vuoi dire che questo – e fa un gesto che include me e la casa – é tutto un errore?”
“No, no aspetta, fammi finire altrimenti non ci riesco! É che… ti ricordi cosa ti dissi un mese fa circa?”
“Che mi amavi e volevi vivere con me” dice, e capisco che vorrebbe piangere
“No no non quello… ricordi dopo che sono venuta qui?”
“Io ricordo solo che abbiamo fatto l’amore…”
“Ecco si, abbiamo fatto l’amore, e ti ricordi che cosa ti dissi?” Vedo un lampo balenare nei suoi occhi,
“Mi hai detto che tutto andava bene e che potevamo fare qualunque cosa… Cosa sta succedendo?”
“No…é che forse un errore l’ho fatto io…”
“Cosa stai cercando di dirmi! Parla chiaro per favore, io e te in questi mesi non ci siamo mai nascoste nulla!”

Mi avvicino a lei e mi metto in ginocchio tra le sue gambe abbracciandole la vita, il viso appoggiato al suo inguine
“Ricordi, era la prima sera che tornavo a casa qui ed ero in ritardo perché non conoscevo ancora bene gli orari dei bus…”
“Giá, e io ti aspettavo qui, vestita solo del mio amore per te”
“Ti ricordi, ho chiuso la porta con un calcio e mi volevo liberare dei vestiti in fretta” e dicendolo comincio a slacciarmi piano la camicetta, sotto, come al solito, non porta nulla
“Ma io ti fermai perché volevo farlo io, volevo spogliarti lentamente e godermi la vista del tuo corpo” mi ferma le mani e va avanti lei tirandomi fuori la camicetta dai pantaloni e liberando i miei seni
“Si, e io ti ho lasciata fare mentre l’urgenza di fare l’amore con te mi faceva quasi male” mi alzo in piedi davanti a lei lasciando che mi slacci i pantaloni che cadono morbidi ammucchiandosi alle mie caviglie
“E come oggi avevi solo le mutandine sotto, e io mi sono inginocchiata per baciarle e respirare il tuo profumo” si piega verso di me e mi bacia sul monte di venere appena coperto dalle mutandine a vita bassa, sento il suo respiro caldo attraverso il tessuto mentre un piacevole calore comincia ad espandersi dal basso ventre
“Mi hai baciata per non so quanto tempo con la testa affondata tra le mie gambe, mi sentivo sempre piú bagnata mentre tu mi carezzavi dovunque” le affondo le mani nei capelli e la guido in mezzo alle mie cosce mentre le sue mani si posano sui glutei stringendoli come sa che adoro
“Si, e poi mi sono alzata e tu ti sei messa in ginocchio davanti a me” mi prende per le spalle e mi fa alzare mentre lo fa anche lei, in un attimo anche i suoi pantaloni sono ammucchiati alle sua caviglie e la t-shirt é lanciata oltre il tavolo, io le passo le mani dietro la schiena per sganciare il reggiseno e liberare quelle sue meravigliose e morbidissime colline, lei si abbassa lo slip e il suo turgore si schiaccia meravigliosamente contro la mia pancia nuda mentre mi stringe forte a se
“Anche quel giorno eri cosí eccitata, si e mi piace moltissimo quando lo sei” le mie mani scendono verso il suo membro duro per stringerlo delicatamente mentre comincio a muoverle in su e giú per farlo diventare ancora piú duro ed aumentare la sua eccitazione, Antonella contina a stringermi con forza i glutei mentre io la massaggio e si scosta leggermente dal mio corpo per permettermi di masturbarla meglio facendo peró in modo che i suoi capezzoli duri continuino a sfiorare i miei, visto che siamo quasi alte uguali infatti abbiamo i capezzoli alla stessa altezza anche se il mio seno é molto piú piccolo del suo, mi fa sempre un effetto elettrizzante avere in mano il suo membro mentre sento il suo seno contro il mio, a me sembra la cosa piú normale della terra…

“Si Vero, mi ricordo come mi hai portata quasi al limite con le tue mani prima di prendermi tra le tue labbra e farmi sentire la lingua stuzzicare la punta!” mentre lei dice questo io mi abbasso prima a mordicchiarle un capezzolo, strappandole un lungo gemito, e poi piú giú fino a mettermi in ginocchio davanti al suo sesso eretto che ancora stringo nelle mani, grosso e pulsante, con la pelle lucida e la punta leggermente bagnata. Prima di Antonella non avevo mai amato averlo cosí vicino al viso, non ne amavo l’odore e tantomeno il pensiero di prenderlo in bocca, ma con lei… con lei é diverso il suo sesso é perfettamente depilato, come tutto il suo corpo d’altronde, la pelle vellutata e profumato delle stesse creme per il corpo che usiamo entrambe.
“Si Veronica, prendimi in bocca come quella sera” e io appoggio le mie labbra alla sua cappella prima di farla sparire all’interno della mia bocca cominciando a passare la lingua intorno al bordo
“E dopo mi ricordo che hai continuato a leccarmi e mi stringevi il sedere – dice con la voce rotta dal piacere – e poi mi hai allargato i glutei e hai puntato un dito prima di infilarlo dentro me” al ricordo mi bagno un dito dentro me, ormai sono fradicia, e di nuovo lo punto verso il suo sedere spingendolo piano piano dentro
“Vero… si… cosí… “ dice tra un sospiro e un altro e io sento il suo uccello gonfiarsi a dismisura nella mia bocca, ho sempre fatto fatica a tenerlo tutto in bocca, Antonella é grossa, ma non voglio farla venire cosí tolgo il dito e cerco di ingoiarlo il piú possibile sentendola spingere contro il fondo della gola
“E poi ti ho presa in braccio e siamo andate a letto, e io ti ho baciata, ho assaggiato il tuo sesso e il tuo piacere” vorrebbe farmi alzare ma io non voglio e le dó un piccolo morso per farle capire che voglio rimanere li, inginocchiata davanti a lei mentre le faccio un pompino e mentre la mia mano scivola leggera sul clitoride per eccitarmi insieme a lei.

“Non vuoi farlo ancora? Quella sera dopo averti leccata ed essermi disseteta da te, mi sono messa tra le tue cosce e ti ho presa, tenendoti i fianchi e tu gemevi per il piacere di avermi dentro te” dice tra un sospiro e un altro
“Si, mi ricordo quanto eri dura dentro me e ad ogni spinta del tuo bacino sentivo i miei seni muoversi e vedevo i tuoi oscillare e quella vista mi eccitava da morire” le dico togliendo un attimo la bocca dal suo uccello per poi riprendere a leccarlo partendo dalla base per arrivare fino alla punta accompagnado il movimento con una mano, ma stasera non voglio farlo, voglio dedicarmi a lei con le mie labbra e accarezzarmi mentre lo faccio
“E poi ti ho girata e tu ti sei messa a gattoni, lo sai che adoro vederti cosí con il tuo sesso esposto e i tuoi seni abbandonati sotto di te, e ti ho ripreso, spingendo forte, tenendoti per i fianchi e lasciando anche il segno di una mia mano sul tuo sedere”
Eccome se lo ricordavo, il segno mi era rimasto per un paio di giorni ed era un piacevole bruciore, e quando lo aveva fatto io avevo sentito un primo orgasmo montare dentro me mentre mi penetrava spingendo come una pazza e mentre ci penso rimetto in bocca tutto il suo uccello e comincio a muovere la testa avanti e indietro per tutta la sua lunghezza.
Antonella geme e butta indietro la testa prendendo la mia per accompagnarmi nel movimento mentre io mi penetro con un dito
La sento diventare piú dura nella mia biocca mentre i suoi respiri si fanno brevi e veloci
“E.. poi… ho spinto… e… spinto… finché non sono… impazzita… e ti sono…. HAAAAA… venuta dentro!!!” e mentre lo dice sento i suoi schizzi caldi inondarmi la bocca e anche il mio orgasmo mi prende improvviso facendomi tremare tanto che quasi non riesco a tenerla dentro tutta, faccio uno sforzo ma il suo seme é dentro di me tutto!

Antonella crolla sulla poltrona e io le salgo in grembo cominciando a baciarla sulla bocca
“Mi piace baciarti dopo che ti sono venuta in bocca sai” dice tra un bacio e l’altro
“E a me piace quando lo fai…. e mi era piaciuto quando mi sei venuta dentro e ti ho sentita calda dentro me, solo che….”
“Solo che… cosa?” dice con voce un po’ impastata
“Solo che… ecco era meglio se mi venivi in bocca come adesso…..”

Antonella mi guarda fissa negli occhi e un sorriso le si apre sul viso..
“Veronica…. sei incinta!!! DI ME!!!” e si mette a ridere…. “da quanto lo sai?”
“Ecco sono in ritardo di quasi due mesi…. ma non ho voluto dirtelo…”
“Cretina che sono, e io non mi sono accorta!”
“Sono stata attenta a non fartelo notare, non ero sicura, ero convinta di non poter avere figli perché mi avevano detto…..”
“Bhe, sono contenta che abbiano sbagliato!! E non mi interessa, diventeró….. Oddio cosa diventeró papá, mamma… no no mamma sei tu… e io cosa sono? Ma stiamo facendo giusto? Si si assolutamente saremo una famiglia perfetta! Oddio che…. adesso svengo”
“Ahahahah no no non svenire che mi impressiono, saremo mamme tutte e due perché in fondo siamo donne tutte e due”
“Bhe io proprio donna… non lo sono” e abbassa gli occhi mentre un singhiozzo le scuote il petto
“Si che lo sei Anto, lo sei quanto me, io sono lesbica e non potrei mai amare un uomo… invece amo te, magari avremo qualche problema burocratico ma niente che non si possa risolvere e poi in casa lo spazio per una camera in piú c’é”

Gabriella, ovviamente femmina, é nata 8 mesi dopo, perfettamente in orario, e la nostra famiglia é aumentata anche per la presenza di un gatto nuovo, femmina anche lei, Giada.
Siamo una famiglia felice fatta di sole donne e non ci importa.

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